Francesco Bagnaia Ducati Lenovo in griglia con ombrellino MotoGP GP Spagna 2026

Francesco “Pecco” Bagnaia è nono nel Mondiale MotoGP 2026 con appena 34 punti dopo quattro Gran Premi. Il campione del mondo 2022 e 2023 — l’uomo della Ducati Lenovo che ha vinto due titoli consecutivi — sta vivendo l’inizio di stagione peggiore della sua carriera in classe regina. Una caduta in Brasile, una in Sprint Americas, un ritiro a Jerez per problema tecnico. Il dato più pesante: il compagno di scuderia Marc Marquez è quinto a 57 punti, ma Fabio Di Giannantonio con la stessa Desmosedici GP26 (in VR46) è terzo nel Mondiale a 71 punti. La moto, quindi, non è il problema. O, almeno, non lo è per tutti. Cosa sta succedendo a Bagnaia?

Buriram: il Mondiale che non ricomincia

Round 1 in Thailandia, primo marzo. La nuova stagione si apre per Bagnaia in fondo al gruppo, lontano dalla testa, lontano dal suo standard. Il Mondiale 2025 si era chiuso con il secondo posto dietro Marc Marquez — un risultato comunque dignitoso visto che era la stagione di rientro post-incidente. Ma Buriram 2026 è subito un campanello: dopo due weekend di gara, Bagnaia ha solo 10 punti contro i 34 di Marquez. La Desmosedici GP26 sotto di lui non gira come dovrebbe.

Brasile e Americas: due cadute, una crisi che si conferma

A Goiânia per il GP del Brasile arriva la prima vera caduta della stagione. La gara è da dimenticare. Al COTA tre settimane dopo, il film si ripete: caduta in Sprint, gara in salita, sesto al traguardo. Il dato è impietoso: in tre weekend, due cadute, zero podi.

A Jerez Bagnaia stesso, parlando a Sky Sport durante le prove libere, sintetizza il problema: “Caduta? Ho distrutto la Ducati, peccato perché avevo fatto una modifica“. La modifica era esattamente l’attempt di trovare un setup che desse fiducia. Non ha funzionato.

Jerez: ritiro tecnico al tredicesimo giro

Round 4 a Jerez, 26 aprile. Il sabato di Bagnaia è positivo: secondo in Sprint dietro Marc Marquez, sotto pioggia, partendo da P10 in griglia. Si spera in una svolta. Domenica però, in gara, cominciano i guai. Bagnaia parte male, risale da P9, e poi al tredicesimo giro la corsa si chiude bruscamente: problema tecnico all’anteriore, impossibile fermare la moto in frenata, ritiro forzato.

Le sue parole post-gara, ai microfoni di Sky Sport: “Ho faticato a ridurre la velocità dall’inizio. Più andavo avanti e peggio era, fino a quando non riuscivo più a fermarmi“. Sulla natura del problema: “Il problema generale di quest’anno è l’inerzia, la spinta che la moto ha quando porta velocità in curva, e la moto non gira finché non la forzi“.

Tardozzi: ‘Non l’abbiamo ancora capito’

Il team manager Ducati Lenovo Davide Tardozzi, intervistato da Sky Sport dopo il GP, ammette il momento di confusione: “Non l’abbiamo ancora capito, lo stiamo analizzando, perché a prima vista non c’era nulla che non andava“. La frase è importante perché il problema tecnico non era visibile nei dati pre-gara. Quindi è qualcosa che si è manifestato in pista. Tardozzi aggiunge: “Dobbiamo capire e valutare cosa è successo, tutti gli elementi necessari sono stati presi e dati ai responsabili“.

Sullo stato generale della Ducati ufficiale, sempre Tardozzi a Sky: “Non siamo mai stati davvero in crisi, ma dobbiamo anche riconoscere i meriti degli avversari: Aprilia ha fatto davvero un enorme salto di qualità“. Una lettura difensiva (la negazione della crisi) e onesta (il riconoscimento di Aprilia, che oggi guida il Mondiale piloti con Bezzecchi e Martin). Per chi vuole il quadro della rivoluzione di Noale c’è il racconto della prima volta storica Aprilia 1-2 nel Mondiale.

Il paradosso: stessa moto, stessi problemi solo per l’ufficiale

Il dato che pesa di più è questo: la Desmosedici GP26 è la stessa per Bagnaia (Ducati Lenovo), Marc Marquez (Ducati Lenovo) e Fabio Di Giannantonio (VR46). Pecco è 9° con 34 punti, Marc è 5° con 57 punti, Diggia è 3° con 71 punti. Stessa moto, performance opposte. Tre piloti, tre traiettorie diverse. La conclusione che il paddock italiano sta ripetendo è una sola: il problema non è solo della GP26, è del setup ufficiale che Ducati Lenovo ha trovato per i suoi piloti.

Marc Marquez Ducati Desmosedici GP26 in curva Jerez MotoGP 2026
Marc Marquez sulla stessa Desmosedici GP26 di Bagnaia: anche il campione 2025 fatica (foto Ducati Mediahouse)

Bagnaia su Marquez: ‘Loro sono più in difficoltà’

Sull’argomento “fratelli Marquez”, Bagnaia parla a sorpresa con tono comprensivo, in una dichiarazione raccolta dalla stampa italiana: “Loro sono più in difficoltà con questa moto, è più difficile da fermare un po’ come succedeva a me l’anno scorso“. Il commento è un’ammissione indiretta: il problema della Desmosedici GP26 è di fermata, di entrata in curva, di trasferimento di carico. Anche per Marc, anche per Pecco, ma non per chi (come Diggia) ha un setup VR46 diverso. Per il dettaglio sulla crisi del campione del mondo 2025 c’è il focus su Marc Marquez 2026 e la frase di rinuncia al titolo.

Verso Le Mans: cosa serve a Bagnaia per riprendersi

Prossimo appuntamento: GP di Francia a Le Mans, 8-10 maggio. Bagnaia ha 12 giorni per capire con il team se il problema è nel setup, nel feeling, in qualche dettaglio tecnico che non è ancora emerso. Le Mans è un circuito tecnicamente complesso, con frenate forti, due chicane importanti e meteo notoriamente variabile. Esattamente quello di cui Bagnaia non ha bisogno se la moto non si ferma in frenata. Ma è anche un circuito dove ha vinto in passato, dove sa come sopravvivere quando le condizioni cambiano. Per il quadro completo del weekend Jerez ci sono il racconto della gara e le pagelle complete. La domanda di tifosi e paddock è semplice: il Pecco del 2022-2023 può tornare? E se sì, in quanto tempo?

Fonte Bagnaia 2026: cosa è andato storto al campione del mondo? Credits Il Giornale Digitale