Bagnaia Ducati Lenovo Desmosedici GP26 test Jerez 2026

Sessantasette punti. È il distacco che Francesco Bagnaia si porta dietro dopo Jerez, con Marco Bezzecchi che vola in vetta al Mondiale a quota 101 e il #63 della Ducati Lenovo Team fermo a 34, nono in classifica. Una situazione che a fine aprile sarebbe stata impensabile fino a un anno fa, quando Pecco era ancora il riferimento della MotoGP. Ma a Jerez — dove le pagelle del weekend lo hanno bocciato con un 3 — è arrivata una crepa importante — il ritiro in gara dopo il weekend complicato che ha riacceso le voci di crisi — e adesso il torinese deve dimostrare di poter ancora invertire la rotta. La domanda che gira nel paddock è una sola: ce la può fare davvero?

I conti da Le Mans alla fine

Il calendario MotoGP 2026 prevede 22 GP. Quattro sono andati: Thailandia, Argentina, Texas, Spagna. Ne restano diciotto, dal GP di Francia dell’8-10 maggio fino al finale di Valencia il 27-29 novembre. In ogni weekend si assegnano fino a 37 punti — 12 nella Sprint del sabato e 25 nella gara della domenica — per un massimo teorico di 666 punti ancora in palio. Sulla carta i 67 punti di gap sono recuperabili senza neanche dover fare miracoli.

Il problema è che Bezzecchi non sta sbagliando praticamente nulla, e a Noale festeggiano la prima 1-2 della loro storia in Mondiale. L’Aprilia RS-GP26 sembra cucita addosso al riminese, che ha già vinto due GP e una Sprint nelle prime quattro tappe. Per cancellare il distacco, a Bagnaia non basterà vincere: dovrà vincere quasi sempre e sperare che davanti qualcuno inciampi. Una stagione che si gioca tutta sui dettagli, dove anche un secondo posto della domenica diventa una piccola sconfitta.

Il test di Jerez ha riacceso la speranza

Pecco Bagnaia in pista Jerez test ufficiale 2026
Bagnaia al lavoro nel test di Jerez. Foto: Ducati Mediahouse

La giornata di lunedì 27 aprile sull’asfalto andaluso è il primo segnale concreto in questo senso. Ducati ha portato un nuovo pacchetto aerodinamico e Bagnaia, dopo aver chiuso il weekend di gara senza punti, ha provato la novità per oltre cinquanta giri. Decimo nella combinata con un 1:36.671, il pilota torinese ha lavorato soprattutto sul reparto anteriore — il punto critico delle ultime gare.

“Sono soddisfatto: a livello di aerodinamica le prove sono andate bene. Dobbiamo analizzare i dati ma il bilancio è positivo”, ha dichiarato Bagnaia al termine del test. “Abbiamo lavorato molto anche sulle problematiche avute durante il weekend di gara per avere più confidenza sul davanti e riuscire a fermare meglio la moto. Sono contento degli step in avanti che spero confermeremo anche a Le Mans”.

La frase chiave è “fermare meglio la moto”. È esattamente il tema che da inizio stagione caratterizza la Desmosedici GP26: una moto velocissima sul dritto ma instabile in staccata, dove Bagnaia ha sempre costruito il suo stile di guida.

Le promesse della Ducati per Le Mans

Ducati Lenovo Team test Jerez 27 aprile 2026 Bagnaia Marquez
Il box Ducati Lenovo nel test del 27 aprile. Foto: Ducati Mediahouse

Il prossimo appuntamento è il GP di Francia dell’8-10 maggio a Le Mans, sullo stesso tracciato che ospita la 24 Ore. Una settimana dopo c’è il GP di Catalunya, e il lunedì successivo un altro test ufficiale aiuterà a rifinire il pacchetto. Il calendario favorisce in questo senso il lavoro di sviluppo: Ducati ha promesso aggiornamenti tecnici già a Le Mans, e il piano è di portarli in pista in un weekend dove Bagnaia non ha mai brillato — solo un secondo posto e tante cadute nelle ultime apparizioni.

Anche Marc Márquez, quarto nella combinata del test con 78 giri, parla di passi in avanti: “Una giornata lunga, con 80 giri, ma divertente. Abbiamo provato tante configurazioni aerodinamiche e sono contento dei passi fatti soprattutto in alcuni aspetti di guida. Possiamo sfruttare un ulteriore test in Catalunya che ci aiuterà a comprendere il potenziale del nuovo pacchetto”. Il fratello di Alex ha lui stesso ammesso di non avere il passo per il titolo, segno che la situazione del box di Borgo Panigale è seria, non solo dal lato Bagnaia.

Il precedente del 2022 vale ancora qualcosa

Per misurare la portata di una rimonta servono i precedenti, e Bagnaia ne ha uno che fa parte della storia recente della MotoGP. Nel 2022, prima del British GP di Silverstone, Pecco era quarto in classifica con 106 punti, contro i 172 di Quartararo. Sessantasei punti di distacco, praticamente la stessa cifra di oggi. Da quel momento il torinese mise insieme quattro vittorie consecutive — Silverstone, Austria, San Marino, Aragon — che cambiarono la stagione e a fine anno gli regalarono il primo titolo in classe regina.

Il parallelo non è perfetto: Quartararo 2022 cadeva e zoppicava su una Yamaha non competitiva, mentre Bezzecchi 2026 vola con un’Aprilia che potrebbe diventare la moto dell’anno. Ma il messaggio resta valido: 67 punti, oggi, non sono una condanna. Servirà però una serie senza errori, una continuità che a Bagnaia in questa prima parte di stagione è mancata.

Cosa serve davvero a Bagnaia

La matematica spietata dice che il torinese, per riprendersi il Mondiale, deve fare in media tre punti in più di Bezzecchi a weekend per i prossimi diciotto GP. In altre parole: vincere quasi sempre quando il riminese arriva secondo, oppure salire sul podio quando lui sbaglia. Una soglia raggiungibile solo se la nuova aerodinamica funziona davvero come Bagnaia spera.

L’altra variabile in gioco è il contratto. Pecco ha un accordo con Ducati fino al 2026, e il rinnovo è un tema che inevitabilmente comparirà sui tavoli di Borgo Panigale tra qualche mese. Una rimonta credibile aiuterebbe entrambe le parti a rilanciare il progetto. Un’altra stagione fuori dai giochi, invece, potrebbe aprire scenari fino a oggi impensabili. Ma di tutto questo si parlerà a fine anno. Adesso c’è Le Mans, e c’è una Desmosedici da rimettere in carreggiata.

Fonte Bagnaia 2026 può vincere il Mondiale? I conti da Le Mans Credits Il Giornale Digitale