
“Con il livello che abbiamo ora, non possiamo lottare per il titolo“. È Marc Marquez in persona, ai microfoni di Sky Sport dopo la caduta del secondo giro a Jerez, a chiudere le porte alla difesa del titolo Mondiale 2026. Otto volte campione del mondo, vincitore del titolo nel 2025, ma quest’anno qualcosa non torna. Pedro Acosta, ai microfoni della stampa italiana riportata da Motorsport.com, è netto: “È chiaro che, dall’Indonesia dell’anno scorso, qualche problema deve averlo. Perché non è normale vedere questo in Marc”. Massimo Rivola, CEO di Aprilia, intervistato da Sky Sport e ripreso da OASport, parla apertamente di una “condizione imperfetta di Marc Marquez” da cui Aprilia sta beneficiando. I numeri dei primi quattro Gran Premi 2026 raccontano la stessa storia: Marc è ancora il più forte sul giro singolo, ma sulla distanza la Desmosedici GP26 e il pilota non parlano la stessa lingua.
Buriram: la stagione comincia con un cerchio esploso
Round 1 in Thailandia, primo marzo. Marc è quarto al ventunesimo giro, gestione ragionata, niente forzature. Poi il colpo di kerb alla curva 4 e tutto finisce: il cerchio si deforma, l’aria esce, la gomma si stacca. Il direttore Michelin Piero Taramasso parla di “incidente mai successo prima”. Marc: “It was like I hit a big rock”. DNF a cinque giri dalla bandiera. Mondiale aperto con zero punti per il campione in carica, mentre Bezzecchi apre la sua serie di vittorie con la prima delle quattro consecutive.
Brasile: prima vittoria Sprint dopo l’infortunio alla spalla
Round 2 a Goiânia, 22 marzo. Sabato di pioggia e voragine in pista (la Sprint viene posticipata di un’ora e venti per un cedimento dell’asfalto, da cui il termine “sinkhole” usato dalla stampa internazionale). Marc vince la Sprint in volata su Di Giannantonio per due decimi: prima vittoria del 2026, prima vittoria assoluta dopo l’infortunio alla spalla, sedicesima Sprint in carriera (pareggia il record di Jorge Martin). Domenica però il passo gara non c’è: quarto posto dietro Bezzecchi che continua a vincere. Il dato comincia a essere chiaro: il sabato sì, la domenica no.

Austin: il long lap che racconta tutto
Round 3 al COTA, 29 marzo. Nella Sprint, Marc viene sorpassato da Di Giannantonio nelle curve 7-8 e prova a rispondere alla curva 12: chiude la traiettoria, perde il davanti, manda Diggia a terra. Long lap penalty per la gara. Domenica parte sesto, scende dalla settima alla undicesima posizione dopo aver scontato la penalità, e fuori dai punti del podio per il resto del weekend. Marc al microfono di Autosport è chirurgico: “I’m the one missing, not the bike” — sono io che manco, non la moto. Austin, il circuito dove ha vinto sette volte in carriera, era la prova. La prova non è andata bene.
Jerez: vince la Sprint sotto pioggia, cade in casa
Round 4 a Jerez, 26 aprile. Sabato sotto pioggia, gara flag-to-flag, cambio moto durante: Marc vince la Sprint con un capolavoro tattico. Voto 10. Domenica gara del Gran Premio, il fratello Alex lo sorpassa al primo giro, Marc prova a rispondere al secondo e lascia il davanti alla fast curva 11. Caduta a 150 km/h, ghiaia, niente conseguenze fisiche. Le sue parole ai microfoni di Sky Sport: “Con il livello che abbiamo ora, non possiamo lottare per il titolo“. Sulla caduta alla curva 11, sempre a Sky Sport: “If you crashed, it’s because you made a mistake, 90% of the time it’s the pilot’s fault. Sometimes it’s better not to look for the why, it simply happened”. Per leggere come è andata la gara dal podio, c’è il racconto completo del GP Spagna e per i voti di tutti i piloti le pagelle di Jerez.
I numeri: 2 vittorie Sprint, 1 quarto posto, 2 DNF
- Buriram (R1): DNF gara (puncture)
- Goiânia (R2): 1° Sprint, 4° gara
- Austin (R3): caduta + long lap, 11° gara
- Jerez (R4): 1° Sprint, DNF gara (caduta)
Quattro Gran Premi, una sola top 4 in gara, due DNF. Sul giro singolo (Sprint) Marc è ancora il riferimento — due vittorie su quattro week-end —, ma sulla lunga distanza la Desmosedici GP26 sotto di lui non riesce a sostenere il ritmo dei rivali. La quinta posizione in classifica generale con 57 punti, a meno 44 da Bezzecchi, è il risultato. Per un pilota che lo scorso anno è uscito campione del mondo dopo aver vinto in modo dominante, è una caduta verticale.
Anche Bagnaia non sta meglio
Il dramma di Ducati Lenovo si raddoppia con il compagno di squadra. Francesco Bagnaia a Jerez è ritirato per problema gomme dopo aver risalito da P9, è nono nel Mondiale a 34 punti, fuori dalla lotta per il titolo prima ancora di entrare nel cuore della stagione. La Desmosedici GP26 in mano sua non funziona, in mano a Di Giannantonio (stessa moto, ma in VR46) sì. Il campione italiano del 2022 e 2023 sta vivendo l’inizio di stagione peggiore degli ultimi anni. La crisi del team factory Ducati non è solo di Marc, è doppia.

Cosa succede ora
Il prossimo appuntamento è il GP di Francia a Le Mans, 8-10 maggio. Marc arriva con una sola certezza: vince la Sprint. La domenica è un punto interrogativo. Bezzecchi guida il Mondiale a 101 punti, Martin secondo a 90, e per chiudere il gap Marc deve trovare un passo gara che fino a oggi non ha avuto. La frase di Acosta — “non è normale vedere questo in Marc”, riportata da Motorsport.com — è il riassunto del paddock. Per inquadrare il contesto, il racconto del GP Americas e le pagelle di Austin raccontano un Marc già in difficoltà tre settimane fa.
Fonte Marc Marquez 2026: ‘Non ho il passo per il titolo’? Credits Il Giornale Digitale