Francesco Bagnaia #63 Ducati Lenovo Team pugno alzato pre-griglia Catalunya MotoGP 2026

Un capolavoro tra le ambulanze. Fabio Di Giannantonio vince il GP di Catalunya con la freddezza di un veterano, ma il vero racconto del weekend sono i due infortuni gravi che hanno spento le luci del paddock: Alex Marquez operato di clavicola e con un sospetto alla vertebra C7, Johann Zarco con il ginocchio sinistro ridotto male dopo essere finito incastrato sotto la Ducati di Pecco Bagnaia. In mezzo, Fermin Aldeguer firma una rimonta da prima pagina e Bagnaia sale sul podio dopo aver visto la gamba di un collega agganciata alla ruota. Ecco la cronaca completa del caos di Barcellona. Le pagelle.

Di Giannantonio 9: il vincitore del caos

Gara da rivedere a tappe per capire dove vince. La verità è che il pilota della Pertamina Enduro VR46 Ducati la prende per mano alla terza ripartenza e non la molla più: 1.466 secondi su Aldeguer, gestione gomme perfetta, zero errori nei dodici giri rimasti dopo due bandiere rosse. Una vittoria che vale doppio perché arriva nella gara più difficile da gestire dal punto di vista emotivo. Lo dice lui stesso, post-gara: «Sono davvero felice, anche se ero davvero preoccupato per i piloti caduti. Non è stata una giornata semplice, spero che Alex stia bene». Aggiunge un obiettivo che fino a ieri sembrava ambizioso e oggi non più: «Il mio obiettivo è quello di diventare campione del mondo. Ci sto provando». Anche Valentino Rossi, team owner, ha riconosciuto la prestazione: «È stato un drago, fortissimo facendo una gara incredibile, non ha sbagliato niente».

Francesco Bagnaia 63 Ducati Lenovo pre-griglia Catalunya MotoGP 2026
Francesco Bagnaia (Ducati Lenovo) prima del via di Catalunya — Foto: Ducati Lenovo Team / Ducati Mediahouse

Aldeguer 9: l’eroe da P15 al podio

Quindicesima casella in griglia, spalla destra ancora non al 100% dopo l’infortunio di inizio stagione, e una Desmosedici GP25 con cui non ha ancora la confidenza dei piloti di vertice. Il risultato? Secondo posto a 1,466 dal vincitore, davanti a Bagnaia e Bezzecchi. Aldeguer è la prova vivente che il salto generazionale in classe regina può essere immediato se hai talento e una squadra che lavora bene. Le sue parole a fine corsa, come raccolte dal team: «Non è mai facile correre con situazioni di questo tipo. Abbiamo fatto una buona gara, per molti versi inattesa, ma ci siamo presi venti punti molto importanti. Ora aspettiamo che Alex torni da noi al 100%». Pagella severa? Mai. Nove pieno.

Bagnaia 8: il podio della resilienza

Pecco aveva chiuso la Sprint del sabato con un sesto posto recuperando sei posizioni dal dodicesimo. Era già una bella prestazione, ma l’incidente alla curva 1 con Zarco al via della gara domenicale rischiava di chiudere il weekend nel modo peggiore. Quando ha visto la gamba del francese «agganciata alla mia moto», come ha raccontato a fine corsa, ha avuto «un duro colpo». E invece riparte, tiene la concentrazione, e con tre giri di affanno («dopo tre giri mi girava la testa») chiude terzo. La sua onestà a fine corsa («non sento di meritarmi questo podio») non toglie nulla a una prestazione tutta cuore. Otto piene. Catalunya restituisce un Bagnaia vivo.

Francesco Bagnaia Ducati Lenovo Desmosedici GP26 in piega Catalunya MotoGP 2026
Bagnaia in piega a Barcellona — Foto: Ducati Lenovo Team / Ducati Mediahouse

Bezzecchi 7: leader Mondiale, ma soft

Il fatto che Catalunya gli abbia consegnato senza colpi di scena la leadership Mondiale (per merito altrui) non basta a far chiudere bene il weekend al pilota Aprilia Racing. Quarto sotto la bandiera a scacchi, 4,679 dal vincitore, sopravanzato anche da un Bagnaia in difficoltà di salute. La RS-GP26 a Barcellona ha pagato qualcosa rispetto ai chilometri di Le Mans, e l’altro ufficiale Aprilia Jorge Martin ha letteralmente bruciato il weekend (vedi sotto). Bezzecchi salva i punti che servono, ma la voglia di battaglia con cui era arrivato a Le Mans qui non si è vista. Sette politico.

Quartararo, Marini, Morbidelli: gli italiani attorno

Quartararo 7 — La Yamaha YZR-M1 V4 di nuova generazione sale al quinto posto in una giornata in cui buona parte del paddock era fuori dai giochi. Non è il quinto della rivoluzione, ma il segnale che il progetto V4 produce risultati anche in condizioni difficili.

Marini 6,5 — Sesto in gara dopo essere stato coinvolto nell’incidente Zarco. La Honda RC213V continua il percorso di risalita lento ma costante. Il pilota italiano ha avuto un pensiero significativo a freddo: «Bagnaia dovrebbe diventare presidente della Safety Commission», un riferimento ai dubbi sulla cautela alla seconda partenza.

Morbidelli 6 — Decimo. Il compagno di squadra di Di Giannantonio porta a casa qualche punto utile, ma la differenza di passo gara con il vincitore è stata netta.

I bocciati: Martin, Mir e la pressione gomme

Martin 3 — Cinque cadute nel weekend, contando libere, qualifica, Sprint e gara. Per il compagno di squadra di Bezzecchi è un weekend al limite del comprensibile. Sull’Aprilia che è arrivata quarta con il suo compagno, lui chiude lontanissimo dai punti. Da campione del mondo 2024, non ci si aspettava questo.

Mir 5 — Aveva chiuso secondo sotto la bandiera a scacchi prima della penalità di 16 secondi per bassa pressione delle gomme posteriori, che lo ha buttato fuori dal podio. Errore tecnico del team Honda HRC, ma il pilota paga in classifica. Stessa sanzione tecnica a Rins, Miller, Razgatlioglu e Raul Fernandez: cinque piloti puniti per lo stesso motivo, ennesimo segnale che il sistema di controllo gomme va rivisto.

Zarco 4 — Vittima e protagonista insieme dell’incidente più brutto della stagione. Bagnaia ha detto, rivedendo il video, di non averlo trovato in colpa («c’era qualcosa di strano sulla sua moto»), ma resta l’innesco di un episodio che ha messo fuori gioco lui stesso e mandato in difficoltà Bagnaia e Marini. Lesione legamenti crociati e menisco mediale al ginocchio sinistro, lacerazione al perone. Speriamo solo che torni presto.

Alex Marquez 6 — La vittoria della Sprint del sabato per 0,041 secondi su Acosta era stata un capolavoro, il margine più stretto mai registrato in una Sprint MotoGP. La caduta della domenica al dodicesimo giro insieme ad Acosta gli costa la clavicola operata e una probabile assenza dal prossimo round. Voto medio tra il sabato da 9 pieno e una domenica da 4 di sfortuna pura.

Cosa cambia nel Mondiale

Marc Marquez non era a Catalunya (doppio intervento al piede destro e alla spalla destra post-Le Mans: frattura del 5° metatarso nello Sprint francese e rimozione di una vite della Latarjet 2019 che premeva sul nervo radiale). Alex Marquez torna in classifica ma con un’assenza dietro l’angolo. Bezzecchi resta leader, Martin in caduta libera nella graduatoria, Aldeguer scala posizioni, Bagnaia ancora lontano dai vertici ma con segnali di vita ritrovati. Prossimo appuntamento al GP Italia al Mugello dal 30 maggio al 1° giugno, dove servirà il calore del pubblico di casa per riequilibrare gli umori. Qui la classifica aggiornata e il calendario completo della stagione.

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Fonte Pagelle MotoGP Catalunya 2026: DiGia 9, Aldeguer 9, Pecco 8? Credits Il Giornale Digitale